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Uno
sfogo, un semplice sfogo.
(14
dicembre 2003)
"E’
uno sfogo, un semplice sfogo"... Con queste parole si conclude la
lettera scritta dal nostro socio (nonché membro del Coordinamento) Carlo
e oggi inviata dal nostro Club alle tre principali testate giornalistiche
del settore auto del nostro Paese: Quattroruote, Auto, Automobilismo.
E'
una lettera, solo una lettera, che non sappiamo se sarà mai pubblicata da
qualcuno, ma che comunque è e resta espressione del nostro modo di essere
e di pensare. Eccone,
qui di seguito, il testo integrale.
"Da
appassionati di auto, ci chiediamo cosa spinge a scegliere un’automobile
piuttosto che un’altra. Certamente le ricerche di mercato possono
aiutare, ma è comunque sicuro che i punti fermi sono sempre gli stessi:
prezzo, prestazioni, linea, tenuta di strada (forse) e il famigerato luogo
comune che una marca è riuscita a crearsi a torto o a ragione con
l’andare degli anni e che rimane come un macigno o come un quid in più
non quantificabile, se non sovente con un prezzo maggiore di acquisto.
Oggi,
proprio il luogo comune è diventato il nemico numero uno delle auto
italiane, fra gli italiani stessi. Evidentemente, le convinzioni viaggiano
molto più lentamente dei miglioramenti di prodotto che Fiat, Alfa e
Lancia hanno saputo realizzare negli ultimi cinque anni. Nel
classico scambio di opinioni su di un modello piuttosto che un altro, c’è
ormai chi ha timore di nominare il prodotto italiano come degno di
attenzione come un altro, ma c’è anche chi rivendica con forza la
propria scelta (fatta sempre di pregi e di difetti), una scelta come tutte
le altre, e sottolineiamo tutte le altre. E proprio in questo caso noi
Alfisti ci sentiamo necessariamente tirati in ballo. E’
ormai da troppi anni che ci si sente ripetere stancamente le solite frasi
trite e ritrite. E’ forse un’esagerazione? E’ forse sterile
vittimismo? E’ solo questione di frequentazioni sbagliate? Può darsi,
ma resta il fatto che oggi basta navigare un po’ attraverso quel mare
magnum che è Internet, visitando i forum più conosciuti e frequentati di
appassionati d’auto, per sentirsi ripetere sino alla nausea affermazioni
errate, difetti ormai finiti nel dimenticatoio (…la ruggine!), citazioni
monche tratte da prove di riviste specializzate mai lette, fantomatiche
superiorità tecniche presenti in tutte le auto straniere
(indistintamente, di qualsiasi prezzo e categoria) e, ovviamente, sempre
sconosciute alle italiane. “Le Alfa non sono altro che delle Fiat con
una linea diversa!” è, per esempio, lo slogan (sicuramente d’effetto
ma altrettanto sicuramente fatto di nulla) che molti amano ripetere un
po’ per moda e un po’ per mancata conoscenza di cosa è oggi davvero
un’Alfa, dimenticando che sono ben altre la Case che portano avanti
politiche costruttive massicciamente basate su modelli (appartenenti anche
a marchi differenti) tra loro perfettamente sovrapponibili e che, al
contrario, è proprio Fiat a non muoversi più in tale direzione,
comprendendo certi errori del passato. Cosa
basta per far scatenare questo? Semplicemente scrivere quattro semplici
lettere (“Fiat” o “Alfa”) o anche sei semplici lettere
(“Lancia”). Come
si può facilmente notare, citiamo tutti i marchi del Gruppo, perché
ormai essi vengono indistintamente accomunati in questo insostenibile
rosario di difetti e inferiorità a priori, anche se, come è ovvio, noi
teniamo particolarmente all’Alfa Romeo e siamo orgogliosi che si sia
oggi riusciti a fatica ad invertire un trend di immagine che era da anni
negativo. Certamente
in alcuni periodi della loro storia, anche vicini, i tre principali marchi
italiani hanno “aiutato” questi pensieri negativi; ma, come per tutte
le Case, si possono anche passare momenti poco felici… E a tal
proposito, perché per esempio non ricordare anche il periodo della
Volkswagen K70, tanto per fare un nome? Pensare
che un’Alfa abbia prestazioni e materiali migliori di una Bmw, che una
Stilo MultiWagon si dimostri complessivamente superiore alla SW più
venduta in Italia, che una Thesis valga sostanzialmente quanto una Classe
E, è un assoluto
“sacrilegio” per tutti coloro i quali ritengono a priori che le auto
italiane siano sicuramente auto di serie B. E
costoro non devono essere pochi visto che più del 70% degli italiani
compra ormai auto estere. Il
nostro potrà forse apparire come un eccessivo campanilismo, ma è anche
vero che la scelta di un’auto può essere più viscerale di quanto non
si pensi, anche se le migliaia di euro necessarie per l’acquisto non
sono mai poche. Certo si potrà obiettare che si è, ovviamente, in regime
di libero mercato, che in fin dei conti fino ad agosto in questo 2003
l’auto più venduta è stata la Punto, che le auto più vendute nei
segmenti C e D sono state le Alfa 147 e 156. Ma, valutando le qualità di
queste auto, al di là dei marchi che portano, non se ne potrebbero forse
vendere di più?
Il
nostro può essere letto come uno sfogo, magari eccessivo, contro tutti
quegli sterili luoghi comuni di cui ormai sembra che non si sappia più
fare a meno. E’ uno sfogo, un semplice sfogo, ma che forse potrà dare
finalmente una voce ai molti appassionati del glorioso marchio Alfa Romeo
e, più in generale, a quei possessori di auto italiane che non si
rassegnano e non vogliono rassegnarsi a quell’incomprensibile gioco al
massacro che da troppo tempo sembra essere diventato il vero sport
nazionale degli italiani."
CLUB
CUORI ALFISTI
www.cuorialfisti.com
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