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LA LAVORAZIONE DELLA
TESTATA |
1.
Lavoriamo la testata...
Quando
parliamo di lavorazione della testata, usiamo un'espressione abbastanza
generica che in realtà può riferirsi a svariate tipologie di interventi.
Il lavoro può ridursi ad una semplice lavorazione di "pulitura"
e raccordatura dei condotti fino ad arrivare ad un intervento estremo, che
può richiedere la sostituzione delle sedi, delle guide, delle valvole e,
inoltre, uno stravolgimento della geometria e volumetria dei condotti,
operazione che necessita di svariati giorni di lavoro, compiuto con una
pazienza certosina ed impiegando strumenti anche abbastanza costosi.
Prendiamo,
per esempio, una lavorazione relativamente conservativa, ovvero effettuata
lasciando sedi e guidavalvole originali. In questo caso, il primo
intervento da eseguire in rettifica è quello di asportare materiale nella
parte superiore delle sedi in acciaio, in modo da guadagnare circa un
millimetro sul diametro del condotto in prossimità del punto di massimo
restringimento a ridosso della sede; in questo modo, si incrementa la
portata di miscela aria-benzina nel cilindro, facilitando allo stesso
tempo l'evacuazione dei gas combusti. Fatto ciò, si dovrà procedere alla
lavorazione dei condotti stessi, cercando di aumentare la portata senza
penalizzare la velocità del flusso, per poi effettuare una finitura
adatta alle esigenze specifiche dell'aspirazione e scarico.
Ormai,
tra i preparatori che effettivamente sanno cosa vuol dire elaborare una
testata, vi è uniformità di pensiero in termini di finitura dei
condotti: per l'aspirazione si punta ad una rugosità superficiale
ottenuta mediante sabbiatura a grana media o per mezzo di acidi specifici
(anche se quest'ultima soluzione è la meno utilizzata); per lo scarico,
così come per la camera di combustione, si preferisce invece una
lucidatura a specchio. La
lavorazione dei condotti necessita di molta precisione in fase di
realizzazione, poiché questi devono essere perfettamente identici tra
loro per garantire un rendimento ottimale del propulsore; ciò può
richiedere svariate giornate di lavoro, in quanto bisogna prestare la
massima cautela per non danneggiare le guide e le sedi e per non finire in
uno dei passaggi dell'olio o dell'acqua (rischio abbastanza remoto quando
si tratta di effettuare un lavoro non estremo). Successivamente,
si dovrà passare alla lavorazione delle valvole (con la riprofilatura del
fungo per adeguare la portata del condotto alle varie alzate), alla
finitura e all'ottimizzazione della camera di scoppio (eliminando gli
spigoli vivi responsabili di indesiderati fenomeni di detonazione) e alla
raccordatura di eventuali scalini a valle delle valvole (in grado di
opporre resistenza al libero fluire dei gas da e verso le luci).
La
testata dovrà essere portata nuovamente in rettifica per il rifacimento
del piano, al fine di garantire una perfetta tenuta e di incrementare il
valore geometrico del rapporto di
compressione, oltre che per ridurre
l'altezza di squish, beneficiando al massimo di questo effetto.
Apriamo
a questo punto due brevi parentesi, relative al rapporto di compressione e,
soprattutto, al cosiddetto "squish". 2.
Il rapporto di compressione. Per
rapporto di compressione, innanzitutto, intendiamo il rapporto tra il volume totale del
cilindro (cioè cilindrata
+ camera di combustione) quando il pistone è al punto morto inferiore
dopo la fase di aspirazione e il volume che rimane nel cilindro quando il
pistone è al punto morto superiore dopo la compressione (cioè il volume
della sola camera di combustione). L'aumento del rapporto di compressione è un intervento volto ad ottimizzare il rendimento termico di un propulsore e, di conseguenza, la sua resa complessiva. Il rendimento termico è determinato dal rapporto tra la quantità di calore trasformata in lavoro utile e il calore generato dalla combustione. Un motore caratterizzato da un elevato valore del rapporto di compressione ha un rendimento termico migliore: per questa ragione i motori diesel sono più efficienti, sotto questo punto di vista, rispetto a quelli alimentati a benzina, in quanto il rapporto di compressione geometrico di un diesel, in linea di massima, è doppio rispetto a quello di un motore a benzina.
Incrementando il rapporto di compressione, esistono però due limiti fondamentali, uno geometrico e uno funzionale. Il limite geometrico incorre quando si impiegano alberi a camme caratterizzati da fasature ad alzate estreme; questo limite obbliga i preparatori a inventare curiose alchimie sul cielo dei pistoni per recuperare il recuperabile (vedi innalzamento del primo segmento e realizzazione di tasselli di rialzo tra le nicchie valvola) ed ottenere un elevato rapporto di compressione evitando interferenze tra valvole e pistone. Il
limite funzionale, invece, è legato all'insorgere di fenomeni di detonazione e calo di rendimento agli alti regimi; la detonazione, ricordiamo, è un fenomeno di combustione anomala che genera una vera e propria esplosione in camera di scoppio in grado di danneggiare il cilindro, la testa, il pistone, la biella e le bronzine. La miscela aria-benzina, infatti, invece di bruciare lentamente dopo essere stata accesa dalla scintilla della candela, tende ad esplodere per via dell'eccessiva pressione all'interno della camera di scoppio, generando i danni appena menzionati.
Relativamente all'indurimento agli alti regimi di un motore eccessivamente compresso, ciò consegue alla tipologia di alberi a camme impiegati. Se infatti si aumenta
considerevolmente il rapporto di compressione in abbinamento all'uso di un albero a camme caratterizzato da una fasatura stretta ed alzate contenute, si ottiene un motore molto ricco di coppia ai bassi regimi e duro a salire di giri. Questo fenomeno si spiega con la resistenza che ad un determinato numero di giri lo stantuffo trova nel risalire al punto morto superiore quando la carica di miscela aria-benzina non è più sufficiente. In presenza di rapporti di compressione elevati, dunque, è necessario aumentare la quantità di aria benzina aspirata ed evacuare altrettanto efficacemente i gas combusti: tutto ciò si ottiene con fasature più ampie, alzate più pronunciate e maggiore incrocio delle camme. 3.
Lo "squish". Quando
poi parliamo di "squish", ci riferiamo ad un fenomeno
che si verifica nella corona circolare esterna della camera di scoppio,
dove i gas freschi, sotto l'azione di compressione dello stantuffo,
acquisiscono una certa turbolenza indirizzata verso la parte centrale
della camera di scoppio per prendere parte alla combustione.
L'ottimizzazione dello squish, derivante dalla migliore conformazione
della corona circolare della camera di scoppio grazie allo studio degli
effetti di determinate geometrie e della distanza tra camera di scoppio e
pistone quando quest'ultimo raggiunge il punto morto superiore, consente
di creare una turbolenza orientata verso il centro della camera di
combustione, permettendo uno sfruttamento ottimale della miscela presente
nel cilindro e permettendo di raggiungere un rendimento termico più
elevato, riducendo al contempo il rischio di detonazione e diminuendo la
quantità di gas incombusti emessi in fase di scarico. Immaginiamo la
camera di combustione come un caminetto: al centro la legna arde
completamente, mentre man mano che ci si allontana dalla fiamma principale
non brucia più correttamente, fino ad arrivare al punto che, all'esterno,
non prende assolutamente parte alla combustione. Nella camera di scoppio
avviene una cosa simile e sfruttando lo squish è come se con la paletta
del nostro camino spostassimo la legna non bruciata verso il centro della
fiamma, dove avremo sicurezza che bruci e scaldi la casa. Dello squish
dobbiamo analizzare tre grandezze fondamentali: la superficie di banda, l'angolazione, l'altezza. La
superficie è quella zona, creata in fase di realizzazione della testata,
in cui l'effetto si verifica. Nei motori a 2 tempi, la banda di squish ha forma toroidale, ovvero
ha la forma di un anello esterno con un'area compresa tra
il 35 e il 50% della superficie totale della testa; nei motori a 4 tempi,
ciò non può avvenire perché le valvole impediscono di realizzare una
banda ideale di forma toroidale e, in prossimità delle sedi valvola, si
hanno delle grosse restrizioni della superficie in questione. L'angolazione
è, appunto, l'angolo che si forma tra il cielo del pistone e la banda.
Per evitare l'insorgere della detonazione, sarebbe logico poter lavorare
con un angolo positivo tra il margine esterno della camera verso
l'interno, in modo da convogliare la turbolenza verso il centro della
camera di scoppio. Nei 4 tempi, nella stragrande maggioranza dei casi,
abbiamo un perfetto parallelismo tra banda di squish e pistone. Nei
due tempi, dove questo fenomeno viene sfruttato in modo più estremo,
l'angolo può essere positivo (aperto verso il centro della camera di
scoppio); vi può essere parallelismo tra banda e pistone o, addirittura,
un angolo negativo: le tre angolazioni vengono sfruttate, in base alla
tipologia della testata (emisferica o troncoconica), per ottimizzare
l'erogazione ai bassi e medi regimi (angolo di squish negativo, su moto da
fuoristrada) o per migliorare il rendimento agli alti regimi (angolo di
squish positivo, su moto da velocità). Per
lo sfruttamento ottimale del fenomeno di squish, però, è fondamentale
soprattutto l'altezza. Con questo termine si indica la distanza al punto
morto superiore tra il pistone e la banda di squish e si misura inserendo
una barretta di stagno all'interno della camera di scoppio facendo
compiere un paio di giri del motore a mano. I maggiori benefici si possono ottenere, sui motori più diffusi sia a 2 che a 4 tempi,
con altezze comprese tra 1 e 2 mm, fino ad arrivare a limiti
estremi di 35/100 mm, a seconda della corsa del motore. Più si riduce
l'altezza di squish, più si incrementa la turbolenza in quella zona e,
ovviamente, più si riesce a sfruttare questo effetto per ottimizzare la
combustione; ma c'è un però... Con un'altezza troppo ridotta, si può
paradossalmente rischiare di incorre in fenomeni di autoaccensione e/o
detonazione per via delle fortissime pressioni che si generano in quella
determinata zona. Per lavorare con altezze minime è indispensabile
disporre di benzine ad alto potere antidetonante, ovvero caratterizzate da
un numero d'ottano estremamente elevato così come avviene quando si
incrementa il rapporto di compressione o quando si innalza la pressione di
sovralimentazione. 4.
Sedi valvola, rimontaggio, messa in fase.
Anche
le sedi valvola dovranno essere riviste, sia per ottenere una tenuta
ottimale che, eventualmente, per migliorare la portata del condotto attraverso una riprofilatura dell'ultimo tratto.
In
fase di rimontaggio, si dovranno necessariamente impiegare una serie di
guarnizioni, gommini di tenuta e bulloni della testata nuovi,
per avere la certezza che, una volta rimontato il tutto, non si
manifestino problemi di tenuta: un costo non indifferente, ma anche
un'ottima assicurazione contro un indesiderato nuovo smontaggio del motore
causato da un trafilaggio.
Un
abbassamento consistente del piano può determinare un ritardo nella
distribuzione rispetto ai riferimenti di fasatura di serie presenti su
motore e pulegge: non è raro trovare 3° di ritardo della distribuzione
spianando circa 7/10 di mm della testata. Per ovviare a questo problema,
è necessario effettuare la messa in fase con goniometro e comparatore,
per evitare di montare erroneamente l'albero a camme.
5.
Incrementi di potenza e affidabilità.
E'
ovvio che l'elaborazione di una testata realizzata in questo modo comporta
una spesa eccessiva, ma l'incremento in termini di potenza e qualità
dell'erogazione ottenibile è tale, sia su un motore aspirato che su uno
sovralimentato, da essere pienamente giustificata, soprattutto su unità
di grande serie con scarse velleità sportive. Un lavoro ben fatto su un
propulsore 16 valvole può portare ad aumenti variabili da 1,5 a 4 cavalli
per cilindro (escluso i vantaggi garantiti da un'eventuale incremento del
rapporto di compressione), a seconda dell'efficienza dei componenti
originali, della cilindrata e del tipo di elaborazione. C'è
da sottolineare che, per via della necessità di ridurre le emissioni
inquinanti (sia gassose che sonore), le testate dei motori attuali sono
penalizzate in termini di portata effettiva e le elaborazioni sono sempre
più in grado di garantire incrementi consistenti. Numerosi
preparatori, su questo tipo di interventi, fanno un forfait sul prezzo, in
quanto, applicando una tariffa oraria, nessuno accetterebbe mai un
preventivo per ottimizzare la testata del proprio motore. I risultati
saranno comunque molto interessanti, soprattutto montando alberi a camme
con un profilo più spinto dell'originale, montando un impianto di scarico
caratterizzato da una minore contropressione rispetto a quello di serie e
procedendo ad una corretta riprogrammazione della centralina elettronica,
sia in base alle nuove esigenze respiratorie del motore (variazioni sui
tempi di iniezione) che all'eventuale incremento del rapporto di
compressione (anticipo di accensione). Le
lavorazioni più estreme, basate sul montaggio di valvole di maggiore
diametro in abbinamento a nuove sedi e guide, possono richiedere spese
decisamente più elevate sia in termini di lavorazione manuale che in sede
di rettifica.
Riguardo
all'affidabilità del propulsore dopo una elaborazione standard (ovvero
lasciando valvole, sedi e guide originali e senza esagerare con l'aumento
del rapporto di compressione), non si dovrebbero correre rischi
particolari, a patto che i guidavalvole non siano stati accorciati troppo
(altrimenti si potrebbe verificare un eccessivo consumo d'olio in un lasso
di tempo relativamente breve), che le valvole non siano state
esageratamente sfinate e che il punto di contatto tra sede e valvola non
sia stato ridotto ai minimi termini (in caso contrario, si manifesterà un
rapido calo di rendimento del motore dovuto alla perdita di tenuta
dell'accoppiamento valvole-sedi). Effettuando
lavori di maggiore entità, il rischio è di trovarsi con una sede che
"cade" nel cilindro o con delle porosità che si aprono nei
condotti, facendo trafilare acqua e/o olio: per questa ragione è sempre
meglio rivolgersi ad un preparatore che conosca bene la testata su cui
andrà ad operare, affidare i restanti lavori ad un'officina di rettifica
ben attrezzata e gestita da persone competenti e, come accennato,
riprogrammare la centralina in modo corretto; inoltre, è necessario
tenere bene in considerazione le mutate caratteristiche respiratorie del
motore, soprattutto se è stato incrementato il rapporto di compressione
in modo consistente; infine, sarà bene evitare di eccedere con i valori
di anticipo, se non ci si vuole ritrovare con un pistone in meno.
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